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Quante visite bisogna fare in gravidanza?

La prima visita dovrebbe essere effettuata entro il terzo mese di gravidanza e, dato che viene considerata la più importante di tutte, deve comportare un impiego notevole di tempo.

Schematicamente si può dire che questa visita deve essere condotta tenendo presente:
  • anamnesi: esame medico generale ed esecuzione di un test di gravidanza o di un'ecografia per la diagnosi di certezza della gravidanza;
  • interpretazione e valutazione dei dati riguardanti lo stato di nutrizione e tutti gli eventuali problemi (sia fisici, sia psicologici) della madre, oltre all' individuazione dei fattori di rischio;
  • formulazione di un piano diagnostico e terapeutico per gli eventuali problemi emersi e di un piano di successivi controlli appropriato alle esigenze del singolo caso.

Per le visite successive è consigliata una frequenza mensile sino a 28 - 30 settimane di gestazione, quindi una visita ogni due settimane fino a 36 settimane e dalla 37a fino al termine ogni settimana.
Più opportunamente si può predisporre un calendario di appuntamenti personalizzato per il controllo dell'evoluzione della gravida e dello sviluppo fetale a seconda dei problemi di ciascuna.

In condizioni di gravidanza normale vengono programmate tre ecografie: una al primo trimestre, la seconda alla 20a - 22a settimana, la terza alla 32a - 34a settimane; alcuni suggeriscono una quarta ecografia prima del termine. Ogni incontro sarà una buona occasione per ottenere informazioni sullo stato fisico, emozionale e sociale della gravida in modo da suggerire eventuali soluzioni in maniera tempestiva.
La visita che si esegue intorno alla 38a - 39a settimana (l'ultima visita) è importante almeno quanto la prima. È indispensabile esaminare la panoramica dell'intero decorso della gravidanza in tutti i suoi aspetti.
Questo compito risulta molto facilitato se è stata compilata una minuziosa scheda personale.
Così facendo molte situazioni potenzialmente sfavorevoli per la gravidanza verrebbero individuate per tempo e per la maggior parte di esse, è oggi possibile porre rimedio.

Risposta a cura del ginecologo Dott. Claudio Ivan Brambilla

 

 

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