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Prevenire e limitare gli effetti del jet lag

Non esiste una vera "cura preventiva" per gli effetti del jet lag, ma con semplici accorgimenti si può diminuire il disagio che ne consegue.

Un breve viaggio in aereo non presenta particolari controindicazioni per i bimbi, nemmeno per i più piccoli. Tuttavia, se la meta del viaggio è molto lontana, vanno messi in preventivo i potenziali problemi derivanti dal jet lag.

Con questo termine si intende quel tipo di malessere che si avverte dopo avere cambiato rapidamente diversi fusi orario. L'effetto è identico a quello che si ha quando si passa dall'ora solare a quella legale o viceversa. Un cambiamento così repentino e consistente dell'orario obbliga il corpo a sconvolgere i propri ritmi biologici, che solitamente sono regolati da cicli basati sulle 24 ore. Può essere necessario un po' di tempo per abituarsi alla nuova ora locale, con qualche effetto collaterale come stanchezza, perdita di appetito, insonnia, disorientamento e ansia. Sono fastidi che passano in tre-quattro giorni, ma il tempo di recupero può essere abbreviato facendo ricorso ad alcuni semplici accorgimenti:

  • nei giorni immediatamente precedenti il viaggio il bambino deve riposare adeguatamente andando a dormire a orari regolari. Inoltre, sull'aereo, bisogna far dormire il bambino il più possibile.
  • Giunti a destinazione, bisogna abituarlo da subito all'ora locale imponendo ritmi regolari, evitando pisolini pomeridiani.
  • Anche l'orario dei pasti va subito adattato al nuovo fuso orario. Per i primi due o tre giorni meglio puntare su pasti leggeri, con una dieta a base di proteine (a colazione e a pranzo) e di carboidrati (a cena).
  • Per i primi giorni prediligi attività rilassanti all'aria aperta per abituare il bambino, con la luce solare, al nuovo ritmo giorno/notte.
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